È morto Umberto Guidoni. Umbe, il nostro vicepresidente, l’amico, l’attivista, non c’è più.
Se n’è andato in una giornata di sole, di quelle che adorava, perché ancora gli permettevano di fare un giro, vedere le persone, vivere. Lo stava guardando dalla vetrata, in quel momento in cui il cuore ha deciso di fermarsi per sempre.
Rimangono le sue tracce: enormi, profonde, indelebili.
Una testa raffinata, superiore, quella del nostro Umbe. Quella testa che gli permetteva di arrivare ovunque. anche se il corpo lo assecondava sempre meno, per quella distrofia muscolare di Duchenne con cui faceva i conti da trent’anni e che ha sempre raccontato con grande lucidità e dignità.
Paradossalmente, nel periodo di maggior fragilità, aveva ripreso a frequentare con continuità l’associazione: non mancava mai al coordinamento del giovedì. E sì, aveva appena scelto la copertina di del libro, a sua firma, un’ultima fatica che vale da testamento, che ora promettiamo di pubblicare, perché tutti possano conoscere la persona straordinaria che era Umberto Guidoni. Un uomo che amava la libertà, lottava per i diritti e ha trasformato la sua vita in impegno civile e politico, lotta e concretezza.
Umbe ci ha insegnato che ci si può far valere anche senza poter muovere un dito e parlando a bassa voce. Con lui dovevi ascoltare: aveva poco fiato, il corpo non lo comandava quasi più. Ed era bellissimo avere un confronto con lui: valevano solo i contenuti, perché altro non si poteva usare. Aveva ragione non il più forte, ma il più giusto. E di solito era lui.
Ciao Umbe, manchi già moltissimo.