Per questo 8 marzo CISL Parma Piacenza ha sentito l’esigenza di andare oltre la celebrazione rituale, cercando un linguaggio che parlasse alle donne di oggi in modo autentico e poliedrico. Per questo la scelta è caduta sulla mostra “D come Donna” , realizzata da ANMIC Parma, che sarà ospitata a Borgo Val di Taro presso la Sala dell’Unione dei Comuni nei giorni 7 e 8 marzo e la cui inaugurazione è prevista per sabato 7 marzo alle ore 16.00 alla presenza dei sindaci del territorio e dei rappresentanti delle associazioni di volontariato.
Scegliere di condividere ed affiancare questo evento significa abbracciare una sfida culturale necessaria: restituire visibilità e voce a un’identità spesso resa invisibile dato che spesso le donne con disabilità affrontano una doppia barriera: quella del genere e quella del pregiudizio sociale sulla disabilità.
Con questo progetto, l’ANMIC scardina gli stereotipi di un corpo ‘standard’ o ‘perfetto’ per celebrare la verità di esistenze piene, fatte di studio, lavoro, maternità e impegno civile.
Non è un invito alla compassione, ma un atto di affermazione politica: l’inclusione reale passa attraverso il riconoscimento che la disabilità è una delle tante sfaccettature dell’essere donna, e come tale va vissuta, raccontata e rispettata, senza più subire il peso dell’invisibilità. L’intento della mostra e l’impegno del sindacato consistono nel cominciare a tessere relazioni sempre più significative con le varie realtà del territorio e lanciare una riflessione in un’area che ci ricoda che la geografia non è neutra e che essere donna con disabilità in un’area montana è infinitamente più complesso che in città.
Portare questa mostra a Borgotaro è un messaggio preciso: l’inclusione non deve avere confini e la montagna deve diventare un luogo di opportunità, non di rinuncia.
Il progetto è di Emma Manghi e Laura Boscaini, l’allestimento a cura di Matilde Manghi, fotografie di Matilde Fantuzzi e Francesco Vultaggio, incentrate sulla valorizzazione delle donne con disabilità e sulla normalizzazione del canone di bellezza, a cui si aggiunge un video con le interviste delle protagoniste: Laura Boscaini, Emma Manghi, Giulia Bottarelli, Laura Lentini, Silvia Calcavecchia, Gaia Conti, tutte associate di Anmic Parma.
La mostra – visibile sabato 7 dalle 16.30 alle 18.00 e domenica 8 dalle 10.00 alle 12.30 ad ingresso libero – si articola in tre sezioni, con lo scopo di contrastare gli stereotipi e offrire una prospettiva in cui le donne non siano definite esclusivamente dalla loro disabilità, ma siano riconosciute come protagoniste delle proprie vite.
D come Discriminazione, composta da una serie di fotografie in bianco e nero che mettono in evidenza le difficoltà, le barriere e i pregiudizi affrontati quotidianamente dalle donne con disabilità, dall’invisibilizzazione al senso di esclusione e isolamento.
D come Donna, che raccoglie ritratti di sei donne con disabilità, di cui emerge la personalità, le sfide superate e i percorsi di vita che le hanno rese ciò che sono, individui dove bellezza, disabilità e femminilità coesistono in storie ordinarie ma non per questo meno speciali.
Infine, D come Diversità espone una serie di fotografie di gruppo che simboleggiano l’importanza del sostegno reciproco, della forza della comunità, del superamento delle barriere attraverso la condivisione e l’accettazione dell’altro, di uno spazio in cui esprimere il proprio potenziale senza barriere, dove l’unicità di ciascuno venga valorizzata.



